giovedì 2 febbraio 2017

Lo schiavo odia la Libertà a livello inconscio, ecco perché combatte chi ne parla

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Quanti pomeriggi ti hanno rubato maestre, genitori e insegnanti, quando tu volevi solo correre nei prati con i tuoi amici, arrampicarti sugli alberi e toccare il cielo con un dito?

Quante volte ti è stato ripetuto che giocare è tempo perso?

Mentre è proprio giocando che si impara a vivere, ad essere solidali con i propri compagni, ad apprezzare le cose, tutte le cose. 
Giocare significa essere felici.

Quando sei piccolo mai penseresti di uccidere farfalle per poterle collezionarle, e lo sai perché?


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Perché quando camminavi a piedi scalzi su quei verdi prati, quando ti nutrivi con il calore del Sole sulla tua pelle e mangiavi i frutti cogliendoli direttamente dall'albero, apprezzavi la Libertà più di ogni altra cosa al mondo e le farfalle che ti volavano attorno festeggiavano e condividevano quella libertà con te, la tua felicità era la loro.


Quale uomo libero collezionerebbe mai delle farfalle? 



Sarebbe un vero sadico, un piccolo dittatore...

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Quando l'essere umano è piccolo e la sua mente ancora incontaminata dalla spazzatura sociale, ama gli alberi e l'uccellino che si posano a cinguetta nei suoi rami, quando invece diventa adulto e la spazzatura sociale accumulata negli anni sarà tale da averlo trasformato in un ruolo vagante, quello stesso essere umano, che ora non è niente più che un semplice uomo, taglierà l'albero su cui cantava quell'uccellino per poter costruire con il suo legno una casetta per uccelli. 

Capite l'assurdità? 

Quell'uomo ha tagliato un albero magnifico per costruire una piccola, insignificante casa al piccolo volatile. 




Ora vuole che anche quell'uccello
 venga rinchiuso tra le mura. 



Perché ha fatto questo? Perché gli è stato insegnato a racchiudere sé stesso in una proprietà privata, a dire “questa è la mia casa, la mia terra, la mia nazione.” 

Prima possedeva il mondo intero, ora possiede solo una casa, una proprietà, un lavoro, un ruolo, prima possedeva il tempo, ora possiede i soldi.

Cosi gli è stato insegnato cosi l'uomo vuole insegnare a sua volta inconsciamente all'uccellino, ai suoi figli e ai suoi nipoti.

Chi è stato indottrinato a lucidare le proprie catene odia qualsiasi cosa che gli ricordi la libertà, la odia a livello inconscio, per questo compie delle azioni stupide senza rendersene conto e senza provare alcun rimorso!

Daniele Reale

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4 commenti:

  1. pienamente in accordo con le frasi dell autore.

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  2. quanta amarezza nelle tue parole... urla soffocate dalla penna...rimbombano però nel cuore... ma che fare?... ci mettete a conoscenza del dolore del mondo e con questo fate capire quanto siamo piccoli ed impotenti... disuniti ed asociali... appesantiti da enormi mazzi di chiavi... che siano quelle dell anticristo?

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  3. Nella tua deduzione c'è un errore: non è l'inconscio a non voler essere libero, ma l'io. Esso essendo piacere cristallizzato che vuole scaricarsi su una destinazione precisa vede solo oggetti riducendo la realtà ad un utilitarismo che genera enti.
    E dato che gli enti negano la dialettica, si nega anche così la dialetticità del linguaggio riducendo il tutto ad un mero esperire del proprio narcisismo.
    L'inconscio, si è osservato anche nei soggetti psicotici, è ciò che vuole la libertà, è ciò che tiene ancora in vita l'individuo, l'io lo vorrebbe morto.
    Jung stesso disse in una sua intervista che l'uomo non potrà reprimersi e prostituirsi per la tecnica in eterno.
    Per questo è necessaria una comprensione dell'essere per essere liberi, è necessario dominare il linguaggio per far sì che ci si possa esprimere senza fronzoli e senza narcisismo, ma per fare ciò bisogna eliminare l'io ed esso lo si elimina con la verità esplicata attraverso il ragionamento dialettico.

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