giovedì 25 maggio 2017

Mamma in sciopero della fame contro le vaccinazioni obbligatorie. A questo ci hanno portato!

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Articolo di Silvia Manzani:



Lo sciopero della fame lo ha iniziato lunedì: “Solo acqua e caffè d’orzo”. 

Maria Cristina Reciputi, 48 anni, psicologa, si è incatenata ieri sera in Piazza Saffi a Forlì, davanti alla sede del Comune, per protestare contro il decreto legge che impone dodici vaccinazioni obbligatorie per i bambini che frequentano dal nido alle scuole dell’obbligo, prevendo l’esclusione per la fascia 0-6 anni e sanzioni ai genitori alle elementari e medie, fino alla perdita della potestà genitoriale.

Maria Cristina, che ha tre figli di tredici, dieci e otto anni, ha voluto seguire l’esempio di Giorgio Gustavo Rosso, l’editore del gruppo Macro che si è incatenato domenica a Cesena: 





Quando ho letto il decreto, la prima reazione è stata quella di andarmene all’estero, in uno dei Paesi dove l’obbligo vaccinale non c’è, pur di non farmi rovinare la vita. 

Poi mi sono ricordata della protesta non violenta e ho deciso di seguire questa strada. Non mangerò almeno fino al 15 giugno“.




Nessuna paura di non farcela: “Prima di diventare mamma ho sperimentato qualche digiuno terapeutico, arrivando fino a 21 giorni senza cibo. Non temo nulla. Quello che mi distingue da Rosso, è che i miei figli hanno fatto l’anti-tetanica. Per il resto, non mi sono mai descritta come anti-vax. 

Sono semplicemente contro l’obbligo, contro l’imposizione, contro le minacce alle famiglie. Il fascismo e il nazismo li ho già studiati sui libri di scuola, non credevo potessero tornare”.


Maria Cristina ha iniziato a leggere e informarsi sui vaccini molto tempo fa, mossa da curiosità accademica, visto anche il suo mestiere: “Quello che ribadisco è che se le Asl fanno firmare ai genitori un foglio in cui si assumono tutte le responsabilità rispetto alle conseguenze dei vaccini, significa che non c’è da stare così tranquilli. Io non sono un medico né un ricercatore. 

Quale responsabilità posso prendermi?“.


Non avendo un profilo Facebook, Maria Cristina starà lontano da eventuali reazioni negative o insulti: “So che molte persone verranno a farmi compagnia, il resto non mi interessa. Non sono una talebana del salutismo, ogni tanto fumo anche qualche sigaretta. Sono solo a favore della libertà di vaccinare o non vaccinare i propri figli”. 


Fontehttp://www.emiliaromagnamamma.it/2017/05/vaccini-mamma-si-incatena-forli-non-mangero-almeno-meta-giugno/

mercoledì 24 maggio 2017

Fake News da Manchester - la foto di Ariana ferita era del 2015!



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Il sito BuzzFeed ci mette in guardia dalle notizie totalmente inventate che stanno girando in rete.


Sull’utilità dei social e dei media in occasioni tragiche come quella dell’attentato di Manchester non ci sono dubbi ma non mancano neanche le bufale, più o meno gravi, che rischiano di creare falsi allarmi, di cui davvero non c’è bisogno. 




La finta foto di Ariana Grande ferita dopo l’attentato di Manchester:


Risultati immagini per set Scream Queens ariana grandeUn’altra foto bufala molto diffusa ritrae Ariana Grande ferita dopo l’attentato alla Manchester Arena. L’immagine è vera, ma è tratta dal backstage di un programma TV ripreso nel 2015, Scream Queens. La pos star, fortunamente, è rimasta illesa dall’attentato.

Potete constatare l'origine reale dell'immagine cliccando qui.




Altra foto estratta dal basckstage:

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Persone scomparse:

L’utente di Twitter Kylie Manser ha condiviso un post in cui sosteneva che il suo piccolo fratellino, Frank, era disperso dopo l’incidente.

Il messaggio ha attirato più di 12.000 retweets ma è emerso che la foto del piccolo è presa da un articolo del 2014 pubblicato da Daily Dot su una nonna che aveva lanciato una linea di moda per bambini con la sindrome di Down.



ZFoto volantino fake news manchester




Fonte: http://www.unita.tv/focus/5-bufale-strage-manchester/

martedì 23 maggio 2017

Nelle Marche nasce un nuovo Ecovillaggio, e le case se le costruiscono da soli!




Un ecovillaggio completamente autosufficiente dal punto di vista energetico ed economico situato nello splendido contesto delle colline marchigiane, tra mare e montagna. Nasce dall'impresa sociale Montefauno, azienda agricola di prodotti biologici, il progetto dell'ecovillaggio “La Magione”, un esempio concreto di un nuovo modo di abitare e vivere su questo pianeta.


L’impresa sociale Monte Fauno è un’azienda agricola marchigiana che produce prodotti biologici certificati, “con l’intento di racchiudere in un vasetto” – si legge sul sito – tutti gli odori e i sapori della migliore cucina italiana”. Nata su iniziativa di Luigi Quarato, la Montefauno è il primo passo per un progetto molto più ampio che sta poco a poco prendendo vita, quello di costruire l’ecovillaggio “La Magione”  nel Maceratese, presso il comune di Montefano.


“Per arrivare alla fase esecutiva di un ecovillaggio in linea con la nostra filosofia abbiamo seguito un percorso diverso dal solito”, spiega Luigi, “e prima di trovare il gruppo con cui condividere questa esperienza abbiamo voluto verificare la fattibilità del progetto”. 



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“La Magione” sarà un ecovillaggio completamente autosufficiente economicamente, vi si stabiliranno 40 famiglie e in ciascuna di esse uno dei membri potrà lavorare a una delle diverse attività che nasceranno.

L’azienda agricola Montefauno farà parte dell’ecovillaggio e oltre alla consueta produzione di ortaggi (prevalentemente), è prevista la costruzione di un piccolo capannone per la trasformazione dei prodotti. 

Sorgeranno poi un’azienda per la lavorazione di piante officinali per l’estrazione di oli essenziali e pigmenti naturali, una struttura turistica dotata di sette camere e una cooperativa sociale per le attività di assistenza e formazione professionale (bioedilizia, agricoltura, gestione dei fondi comunitari ecc…).



Risultati immagini per ecovillaggio La MagioneLe unità abitative, circa 40, saranno tutte autocostruite in paglia e terra cruda e verrà garantita una qualità eccellente, anche grazie alla convenzione instaurata con l’Università Politecnica delle Marche di Ancona, per cui ogni abitazione sarà ecocompatibile, ecosostenibile e autosufficiente.



L’ecovillaggio che verrà (l’inizio dei lavori è previsto per la primavera 2018 e avranno durata di circa un anno), vuole rivedere nel complesso il modo di vivere odierno fornendo un’alternativa concreta e diventando esempio di sostenibilità dal punto di vista abitativo e alimentare, per la creazione di posti di lavoro etici e integrati nel contesto socio-economico locale, per le attività socio-culturali e – infine – per un nuovo modo di abitare e costruire.


Questa è l'Italia rivoluzionaria che cambia!
Quella vera, autentica, che passa dalla parole ai fatti, non violenta, ma ansiosa di evadere pacificamente dallo squallido sistema attuale.

E come fa?

Costruendo un ecovillaggio, dove i suoi nuovi abitanti possano convivere e collaborare assieme per rendersi autosufficienti economicamente e mentalmente più felici.

Le case si autocostruiscono, e questo significa lavorare tra vicini, amici, parenti o estranei, e attività come queste possono solo giovare allo spirito mortificato dell'uomo moderno che non conosce più i piaceri dell'aiuto reciproco.

Lo scopo degli ecovillaggi infatti non è quello degli affari sporchi, della cementificazione selvaggia, dell'inquinamento industriale e della vita artificiale vissuta tra solitudine ed esaurimenti nervosi, bensì quello di unire nuovamente le persone, di rallentare i ritmi di vita, di tornare ad amare e rispettare la Madre Terra e i propri simili,


Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/05/marche-ecovillaggio-sostenibile-autosufficiente/#

lunedì 22 maggio 2017

Osho: "le Università non sono altro che fabbriche che annientano la scintilla interiore"



Osho, molti anni prima di chiunque altro, aveva capito la pericolosità del sistema in cui viviamo!!!

Quando era in vita (1931-1990) il termine “Matrix”, inteso come “realtà illusoria” o “psico-prigione”, non era ancora stato sdoganato.

Il film Matrix (1999) dei Wachowski Brothers, arrivò infatti quasi un decennio dopo la sua morte. Era un film ricchissimo di riflessioni sulla condizione umana, di simbolismi e di archetipi.



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Nel suddetto film, la Matrix viene descritta come puro e semplice “controllo”, come “prigione senza sbarre”, come una “realtà virtuale” in grado di ingabbiare e limitare le coscienze di chi ci vive dentro!!!

Matrix ha molto in comune con il “Velo di Maya” di Schopenhauer e il “Gioco di Lila” degli Indù, in quanto rappresentazione della realtà illusoria che abbiamo davanti agli occhi.

Osho era un autentico ribelle, ma la sua ribellione era positiva, era una ribellione verso una società che uccide l’individualità e obbliga le persone a conformarsi al pensiero unico. A causa della sua naturale inclinazione nel “sovvertire le menti (addormentate) dei giovani”, l’establishment si accanì duramente contro di lui!!!




Come racconta Paolo Franceschetti nel suo blog: 



Immagine correlata“Venne arrestato il 28 ottobre del 1985 a Charlotte, nella Carolina del Nord, e fu tenuto in stato di arresto per 12 giorni. Motivo del fermo: immigrazione clandestina. Per quello che in Oregon è un semplice illecito amministrativo, Osho fu tenuto illegalmente 12 giorni in prigione. Poi gli fu comminata una pena di 10 anni di galera con la sospensione condizionale, in aggiunta all’espulsione dagli Usa.”

Durante il periodo in cui fu spostato da una prigione all’altra (per non dare modo ai suoi avvocati di raggiungerlo e farlo scarcerare) venne avvelenato con il Tallio, un veleno molto particolare, che lo portò alla morte in pochi anni.

Osho descrive la Matrix in maniera sorprendentemente accurata, perchè aveva capito i pericoli insiti in un sistema concepito per reprimere il libero pensiero e lo spirito critico.




Ecco cosa scriveva:

“La società non ha bisogno di individui, ma di efficienza. 
Pertanto, più una persona diventa umana, meno diventa utile per la società…e più diventa pericolosa.

L’intero schema della nostra civiltà, e in realtà di tutte le civiltà esistite al mondo, comporta la riduzione dell’essere umano a un automa.

In questo caso è ubbidiente, efficiente, e non è pericoloso. Altrimenti, una mente inventiva, che indaga, scruta e ricerca ciò che è nuovo, che tenta sempre di dare vita a qualcosa di ignoto, creerà inevitabilmente fastidi.





L’establishment non sarà mai in pace con persone simili tra i piedi!!




Non appena un bambino nasce, la società inizia a ucciderne l’individualità; prima che abbia raggiunto i sette anni, la sua individualità è totalmente annientata.

Solo se casualmente l’establishment non riesce a completare questa operazione con successo, una persona può diventare un individuo, ma è molto raro che accada.

Qualsiasi forma di istituzione sociale è solo un mezzo per uccidere l’individuo e trasformarlo in una macchina.


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Tutte le nostre università non sono altro che fabbriche per uccidere la spontaneità, per annientare la scintilla interiore, per distruggere lo spirito e trasformare l’uomo in una macchina; solo in questo caso la società si sente tranquilla nei suoi confronti, può farci affidamento.

Sarà possibile sapere cosa è in grado di fare, cosa farà: diventa prevedibile. Un marito, una moglie, un dottore, un avvocato, uno scienziato sono prevedibili: sappiamo chi sono e come reagiranno, si può stare tranquilli.

Viceversa, è impossibile essere tranquilli con una persona viva, spontanea, perchè non si sà cosa farà: è imprevedibile.

L’imprevedibilità è sempre una fonte di insicurezza. 
Nel momento in cui diventi imprevedibile, non sei più controllabile, non puoi più essere manipolato. Nessuno è a proprio agio con una persona imprevedibile.

Ma solo l’uomo imprevedibile può sentire gioia, può sentire cose che nessun’altro potrà mai sentire.

La vita in sè è imprevedibile, non è controllabile. 
La vita come tale si incammina sempre, attimo dopo attimo, verso l’ignoto. E’ un’apertura sull’ignoto, nè più, nè meno.”

R.P.


Fonte: http://fattoreumano.tv/osho-e-la-matrix/

sabato 20 maggio 2017

Vaccini e Nuovo Ordine Mondiale, una coppia a braccetto

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Articolo di Donatella Donati

Quando ero piccola, nessun over 65, prendeva vaccini per non ammalarsi. Soprattutto per evitare una semplice e banale influenza.

Qualche complottista parla di immissione di batteri e virus nell’aria (attraverso le polveri di ricaduta di misteriose scie chimiche) che generano sulla popolazione numerose manifestazioni influenzali. 

Se non fosse che i cieli, ogni giorno, sono una coltre di colla grigiastra, che 30 anni fa si viveva senza tutte queste assurde vaccinazioni, e che, vietano oggi l’uso di prodotti erboristici alquanto innocui, penserei assurda l’ipotesi (e alquanto disumana), dell’avanzare incalzante di un nuovo ordine mondiale. 

In realtà, credo che siamo dentro al libro 1984, e che George Orwell, per certi versi, prevedesse quello che sta accadendo oggi. Dalla politica alla cultura, dalla scienza alla salute del nostro pianeta. Un esempio è l’industria dei vaccini.

Il mondo dei vaccini, in Italia, nasce insieme all’ascesa al potere della famiglia Marcucci. Questa potente famiglia fu indagata per lo scandalo del “sangue infetto”. 


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La triste vicenda del “sangue infetto” va dal periodo tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’90: numerose le persone che ricevettero trasfusioni e farmaci emoderivati infetti con i virus dell’epatite B e C e dell’HIV. 


Tra queste, 2.500 emofilici – che per vivere erano costretti ad assumere prodotti emoderivati – contrassero i virus dell’epatite e 650 quello dell’HIV. 





Di questi ultimi, 500 italiani sono deceduti. 




In toto si parla di almeno 7000 persone coinvolte. 
La famiglia Marcucci è imprescindibilmente legata alla Novartis, da questioni economiche, farmaceutiche e di potere.


Risultati immagini per Marcucci sangue infettoNello stabilimento “Novartis Hill”, vicino a Siena, si vive come nella peggior interpretazione del libro 1984: 

i dipendenti sono soggetti a pressioni piscologiche fortissime, controllati a vista e licenziati in tronco se non conformi alla disciplina aziendale. 

Per contro, hanno all’interno della ditta una palestra, corsi di yoga e addirittura asilo nido..!







Di cosa si deve lamentare, poi, un criceto in gabbia??? 

Ha una gabbia, certo, ma piena di finestre, una ruota nuova e cibo a volontà.

E’ ora di svegliarci, scendere dalla ruota panoramica (da cui non si vede nulla di vero) e difendere i diritti umani che ci sono stati tolti, preventivamente e avidamente da chi è al potere.

E’ ora di assumersi la responsabilità della propria vita. 
E chi se ne frega se dovremmo avere un po’ di febbre, qualche virus o un batterio qua e là nel nostro corpo fisico. La malattia è un campanello d’allarme per un determinato stato della nostra coscienza e ci da l’opportunità di ascoltarci e cambiare. 

Chi ci vuole immuni dalle malattie ci vuole immuni dal coraggio e dal vivere consapevoli.



Fontehttp://www.lafinestrasulmondo.net/il-lato-oscuro-dei-vaccini-e-la-profezia-orwelliana/

Quando usciremo dai secoli bui?





I telefoni squillano, gli aerei rombano tracciando nel cielo scie biancastre, i media strepitano notizie: bisogna affrettarsi, stare al passo dei tempi, pena..., pena... non si sa bene che cosa; pena il ritornare ai secoli bui, forse.

Ma i secoli bui sono già qui
Non se ne sono mai andati, anzi si sono viepiù abbuiati. 
Se c’è una luce che abbellisce, e c’è, non sta certo nel progredire incessante. 

Tutto è limite e misura nel manifesto. “Nulla di troppo” recitavano gli antichi conoscitori del Vero in Sé che i sostenitori del “nuovo” oggi disdegnano.

Va bene, arriverà senz’altro l’ennesimo imbecille a proclamare la superiorità della distruzione sulla contemplazione e sulla bellezza. Sgancerà la sua miserabile bomba radioattiva e l’uomo chino sul fuoco scomparirà in una nuvola di erba, sassi e terra. 

Scomparirà per riapparire poco più in là sopra la collina o giù al ruscello dove l’intreccio delle radici ricama le pareti di piccole gole. Con lui si dilegueranno lepri, volpi, tassi, istrici, cinghiali, gufi, alberi, sorgenti, notti di luna piena, stelle cadenti, tee-pee, svaniranno i boschi profondi simili a zampe di elefante poggiate sul suolo, ma tutto ridiscenderà immediatamente dall’angolo sollevato delle labbra del Mistero.

Esplosioni dopo esplosioni, catastrofi dopo catastrofi, vagiti dopo vagiti la sofferenza si annulla nelle mani del sapiente mondate dal sangue, colme di mudra, farro, grano; come un rametto fradicio sospinto dalla corrente, essa si incaglia tra le sue dita illuminate dalla luna.


Giuseppe Gorlani

mercoledì 17 maggio 2017

Vegetarianesimo e ricerca spirituale - L'Alimentazione che eleva la mente


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di Giuseppe Gorlani:


Nei tempi passati il vegetarianesimo veniva praticato esclusivamente dagli asceti, da certi monaci e studiosi o prescritto come terapia. Oggi, tuttavia, la situazione sociale è cambiata: il polo da cui si dipana e intorno a cui si raccoglie il vivere è il dio Denaro, non il Sacro, e l'uomo che non abbia perso l'aspirazione al Vero --laico o religioso che sia-- è chiamato ad un maggior impegno.

Il vegetarianesimo va dunque rivisto: esso non è solo da considerarsi alla stregua di un valido strumento di purificazione, ma anche come una possibile testimonianza di umile comunione con la vita e di emacipazione dal plagio del "Signore degli Inganni".

Persino Shri Ramana Maharshi, il grande saggio dell'India moderna, riconosciuto dall'Hinduismo tradizionale e notoriamente poco incline ai facili sentimentalismi, scrisse in Chi sono io?, una delle sue rare opere: «Di tutte le regole restrittive quella che concerne l'assunzione di cibo sattvico [equilibrato n.d.r.] in quantità moderate è la migliore. Osservando questa norma si aumenta la qualità sattvica della mente, e ciò è di aiuto nella ricerca del Sé».



Risultati immagini per cibo sattvicoIl cibo sattvico (cereali, verdure, frutta, latte) è il cibo che, nutrendo senza eccitare, favorisce lo spontaneo manifestarsi dell'Intelligenza del Cuore; il cibo rajasico alimenta le passioni e l'attività; il cibo tamasico nutre l'inerzia, l'indifferenza, la crudeltà.



In questi momenti di particolare confusione e disordine, ci si chiede come mai in alcuni uomini sorga spontaneo il rifiuto di aberrazioni quali la miseria del Terzo Mondo, la vivisezione, l'ecatombe industrializzata di milioni di animali, il commercio di organi umani che si trincera dietro alibi di ipocrita umanitarismo, la fecondazione in vitro, l'aborto generalizzato, la clonazione, ecc., e come mai, invece, per molti altri tutto ciò sia normale o, tutt'al più, espressione d'un male trascurabile e necessario. 



Risultati immagini per Destino ManifestoA tal proposito, per esemplificare l'atteggiamento che l'ipocrisia assume nei confronti del male, non si può non ricordare la teoria del «Destino Manifesto» che i politici di Washington, nel secolo scorso, inventarono per giustificare il genocidio dei popoli Pellerossa. 

Essi, sentendosi portatori di una civiltà numericamente e pragmaticamente superiore, ritenevano che gli Europei e i loro discendenti fossero «chiamati dal destino a governare tutta l'America»



C'è un nesso, sembra, tra il cibarsi di carne prodotta innaturalmente, satura di dolore, la miopia di chi considera la caccia moderna uno sport nobile ed "ecologico", il fruire della svariata gamma di beni superflui e spesso nocivi che la società "progredita" offre, e la violenza e l'irriflessiva mancanza di saggezza che conducono all'ingiustizia, allo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e infine alla guerra: ultimo stadio di un male che inizia nella disarmonia dei piccoli gesti quotidiani.

Nella tradizione Sikh v'è un episodio che illustra in modo significativo come l'occhio dell'Intelligenza del Cuore sappia vedere connessioni e implicazioni precluse all'occhio profano, tutto volto all'utile e al sensibile. 



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Si narra che Baba Nanak --il Sat Guru fondatore della fede Sikh--, giunto all'antica città di Saidabad, preferì l'umile accoglienza del falegname Bhai Lalu all'ospitalità sfarzosa del governatore Malik Bhago; questi, dopo aver inoltrato reiterati inviti, spazientito ed offeso, decise di andare di persona ad invitare il Saggio e ad interrogarlo circa il suo irrazionale comportamento. 

Ma, nonostante ciò, Baba Nanak rimase fermo nel suo rifiuto e, affinché se ne comprendesse il motivo, chiese che gli venisse contemporaneamente portato un po' di cibo del governatore e del suo amico falegname. 





Con una mano prese la carne di Malik Bhago e con l'altra un pezzo di pane di Bhai Lalu, poi strinse: dalla prima scese sangue, dalla seconda latte. 




Con voce soave, il Sat Guru disse: «Ora sapete perché non potevo mangiare il cibo del governatore: in esso c'è il sangue dei poveri e lo sprezzo per la creazione, mentre è dal lavoro umile e onesto di chi ama la vita e il Creatore, che sgorga il nutriente latte della devozione»

Dovremmo tutti chiederci, di fronte al nostro cibo quotidiano, quale liquido ne spremerebbero le sante mani di Guru Baba Nanak: 


sangue o latte?



Risultati immagini per cibo sattvicoEssere vegetariano oggi è quindi anche un modo per prendere consapevolezza delle comuni radici e dell'unico tronco dei vari rami, foglie e frutti dell'Albero della Vita

il che implica che noi non potremo mai essere in pace se non includeremo in ogni nostro gesto o pensiero le diverse decine di migliaia (o forse milioni) di bambini, uomini e donne che ogni giorno, nel mondo, muoiono di fame, di aborto, di sevizie o per torture, incidenti stradali (sacrifici al dio Macchina), inquinamento, etc. 

L'uomo delle ricche città d'Europa e degli Stati Uniti dovrebbe sapere che per produrre la carne di cui egli si ciba vengono disboscati migliaia di ettari di foreste (fonti preziose di sostentamento per gli indigeni e di ossigeno per l'atmosfera) da adibire a culture foraggifere. 


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Chi indossa una costosa pelliccia dovrebbe informarsi su quali atroci sofferenze debbono subire gli animali affinché egli possa soddisfare le proprie egoistiche e superflue esigenze di benessere. 

I beneficiari di trapianti è necessario che sappiano come un organo vitale, per essere utilizzabile, debba essere strappato ad un uomo "vivo", il quale viene dunque torturato ed ucciso proprio nel momento in cui andrebbe maggiormente rispettato.

Occorre infine rammentare che in soli due casi all'uomo è consentito uccidere: per legittima difesa o necessità di sopravvivenza e per assolvere al proprio dharma, come nel caso dello kshatriya Arjuna nella Bhagavad-gita



Risultati immagini per indiano america cacciaLa carne di oggi non è la stessa di cui si cibava, considerandola sacra, l'Indiano d'America, per il quale la caccia era un'attività sacrificale e necessaria, e nemmeno può essere considerata la stessa di cui si cibavano parcamente le nostre popolazioni contadine di cinquant'anni fa; essa è, per lo più, il cibo del piacere e dell'incoscienza di un Occidente spiritualmente decaduto, ricco e indifferente, che si finge cieco di fronte all'orrore dell'evidenza di un'abbondanza fondata sulla miseria di due terzi del mondo.

Purtroppo una deviata tradizione antropocentrica --contrapposta all'autentica Tradizione teocentrica-- ci ha abituati a fraintendere il nostro retaggio di custodi della vita, e così, invece di soccorrere i più deboli e di favorire la giustizia, abbiamo finito col trasformarci in despoti. Di certo assai più saggio è l'atteggiamento di chi, dal punto di vista relativo dell'individualità, si considera una molecola in un organismo, o una creatura attenta a rispettare le leggi del Creatore, e dal punto di vista esoterico, dell'Essenza, sa di non essere estraneo all'Assoluto


Risultati immagini per Vegetarianesimo indù
D'altra parte bisogna considerare che, paradossalmente, chi si proclama non violento è spesso, in buona o cattiva fede, più violento di chi lo è manifestamente. C'è infatti un fanatismo del vegetarianesimo che può essere tanto deleterio quanto il fanatismo di chi antepone la consuetudine e il piacere di mangiare carne a qualsiasi considerazione. E c'è una retorica del bene che è forse peggiore del male dichiarato.

È inoltre del tutto inaccettabile il sentimentalismo irrazionale di molti vegetariani che assolutizzano la non-violenza perché, essendosi esclusivamente identificati con gli involucri corporeo e psichico, temono di morire. 

Essi confondono la violenza con l'uso legittimo della forza, e dimenticano che basta andare nel proprio orto a vangare per sterminare migliaia di esseri viventi. Vita e morte sono dunque due facce della stessa medaglia (la Manifestazione o Creazione) che non sta nelle nostre mani; ma riguardo all'uccidere bisogna attenersi all'indispensabile.

Fonte e articolo completohttp://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=446

martedì 16 maggio 2017

Usano i nostri soldi per finanziare l'Asia invece che gli italiani in difficoltà!

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Di Paolo Franceschetti:


Spesso accusano noi compottisti di vedere il NWO alle porte, complotti ovunque, ecc. Eppure per capire il NWO è sufficiente andare sul sito ufficiale del governo, o aprire la Gazzetta ufficiale, per vedere che la maggior parte dei nostri politici, delle nostre risorse, e quindi del tempo e dei soldi spesi dalle varie organizzazioni governative italiane e europee non vanno alla soluzione dei problemi italiani e europei, ma a questioni che attengono, appunto, il mondo (e quindi il NWO).

Miliardi di euro destinati alle attività di pesca e agricoltura di stati come il Timor Est, il Kiribati (che uno appena legge che hanno avuto stanziamenti di milioni di euro si domanda: “ma questi qui avevano proprio bisogno dei nostri soldi?” Mah… mi domando come stavano prima che arrivassimo noi, e il sospetto che stessero come i Nativi americani o i popoli del Sudamerica prima di noi – cioè meglio – è legittimo).

Di recente leggo che Gentiloni è in Asia per inaugurare una sede di ambasciata in Mongolia (problema urgentissimo per carità… ma i terremotati di Amatrice

E il problema immigrati, dove migliaia di persone stanno in paesini sperduti?) nonché per incentivare i rapporti Asia–Europa

Alfano invece è in Birmania dove in una dichiarazione ufficiale ha detto che “la società civile italiana ha sempre calorosamente sostenuto il suo personale, pacifico impegno per affermare la causa della democrazia e dei diritti umani”.



Infatti… andando al bar, all’alimentari, sento continuamente la gente (la società civile) parlare della democrazia e dei diritti umani in Birmania e addirittura il barista che, accanto al Corriere dello Sport e alla Gazzetta, voleva acquistare il settimanale “Cronache birmane” per promuovere un aggiornamento a 360 gradi degli avventori del bar.

Ovvio che non si possono negare aiuti economici per una causa così importante, ed ecco che infatti Alfano promette di “sostenere il capacity building birmano in settori prioritari quali governance, sviluppo rurale”.


Si sa. La politica è fatta di priorità. 
E la società civile ha come obbiettivi prioritari sostenere la cinematografia in Burkina Faso, la pesca in Kiribati, e il capacity building in Birmania. Logico che poi non ci siano soldi per far funzionare le forze di polizia o i carabinieri, per i terremotati, per la sanità, ecc.

Noi complottisti invece, si sa, siamo paranoici. 
E vediamo il NWO pure quando apriamo il sito ufficiale del governo o la Gazzetta ufficiale.

E ogni tanto penso: ma censurino pure il web, la carta stampata, tutto. Finché lasciano i siti ufficiali del governo e del parlamento, non c’è bisogno della controinformazione per capire in che casino stiamo finendo e dove sta andando il mondo.



Giusto come esempio: http://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2017/05/alfano-a-aung-san-suu-kyi-l-italia.html


Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.it/2017/05/noi-complottisti-e-questo-inesistente.html

venerdì 12 maggio 2017

15 trucchi per uscire dal Sistema/Bestia e vivere in pace con se stessi

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Ecco una lista di 15 cose senza le quali la tua vita diventerà molto più semplice e soprattutto più felice.

Troppo spesso la nostra vita si cristallizza intorno ad abitudini che non ci provocano altro che stress, dolore e sofferenza.

E invece di lasciarle andare e permetterci di essere più sereni, ci aggrappiamo ad esse con tutte le nostre forze.

Bè, non più! A partire da oggi abbandoneremo tutto quello che non ci serve e abbracceremo insieme il cambiamento.



Pronto? Si parte!

1.  Lascia andare il bisogno di avere sempre ragione.

Siamo in così tanti a non sopportare l’idea di avere torto. Anche a costo di distruggere grandi amicizie o rapporti e causare grosso dolore a noi e agli altri.

Non ne vale la pena. Punto!

La prossima volta che senti l’urgenza di tuffarti in una zuffa su chi ha torto o ragione, chiediti quello che Dr Wayne Dyer suggerisce:
‘‘Preferisci aver ragione a tutti i costi…oppure essere gentile?’’.
Che differenza farà davvero alla fine? Il tuo ego è davvero così grande?



2. Lascia andare il bisogno di avere tutto sotto controllo.

Accetta di non ascoltare il tuo bisogno di essere sempre in controllo di situazioni, persone, ecc. Che si tratti di amici, familiari conoscenti o passanti che incontri per strada, lasciali vivere.
Permetti a ciascuno intorno a te di rivelarsi per quello che è e vedrai quanto ti sentirai meglio quasi istantaneamente.



“Lasciando andare, si ottiene tutto. 
Il vero vincitore è chi lascia andare.” 

Lao Tzu



3. Lascia andare il bisogno di trovare un colpevole.

Smettila di considerare altre persone o circostanze i responsabili di quello che hai e noi hai, di come ti senti o non ti senti. Smetti di diluire il tuo potere e comincia ad assumerti la responsabilità della tua vita.



4. Lascia andare quelle controproducenti chiacchiere mentali.

Risultati immagini per pettegolezzo Quante persone continuano a farsi del male con la loro spirale di pensieri negativi e controproducenti.

Non credere a tutto quello che la tua mente ti dice – specialmente se è qualcosa di negativo e controproducente.

Tu sei molto meglio di così. Credimi!

“La mente è uno strumento superbo, se usato correttamente. Usato male, tuttavia, può avere effetti distruttivi.”  Eckhart Tolle




5. Lascia andare le tue credenze limitanti.

Su quello che puoi o non puoi fare, su quello che credi sia possibile o impossibile. D’ora in poi, non permetterai più ai tuoi pensieri limitanti di bloccarti nel posto sbagliato. Apri le tue ali e vola!
“Una credenza non è un’idea trattenuta nella mente, è un’idea che trattiene la mente. ” Elly Roselle



6. Smettila di lamentarti.

Abbandona una volta per tutte il continuo bisogno di lamentarti per tuuuutte quelle cose – persone, situazioni e circostanze che ti rendono infelice, triste e depresso.
Nessuno ha il potere di renderti infelice a meno che tu non glielo permetti. Non è la situazione a scatenare quella sensazione in te, ma è come tu decidi di guardarla.
Non sottovalutare mai il potere del pensiero positivo!



7. Lascia andare il lusso di criticare.

Lascia andare il bisogno di criticare cose, eventi persone che sono diverse da te o da come te le aspettavi. Siamo tutti diversi, eppure siamo anche tutti uguali.
Tutti vogliamo essere felici. Tutti vogliamo amare ed essere amati, e tutti vogliamo essere compresi. Tutti desideriamo qualcosa e quel qualcosa è desiderato da noi tutti.



8. Lascia andare il bisogno di impressionare gli altri.

Risultati immagini per apparireSmettila di tentare così disperatamente di sembrare qualcuno che non sei solo per piacere agi altri. 

Non funziona così.

Nel momento in cui ti spogli di tutte le maschere, il momento in cui accetti il vero te, ti accorgerai che le persone saranno attratte a te senza nessuna fatica.




9. Lascia andare la tua resistenza al cambiamento.

Il cambiamento è buono. Il cambiamento ti aiuterà a muoverti dal punto A a punto B.
Il cambiamento ti aiuterà migliorare la tua vita e anche quella di chi ti circonda.
Segui ciò che ti rende felice, abbraccia il cambiamento, non resistergli.


“Segui ciò che ti rende felice e l’universo aprirà porte per te dove c’erano solo muri. ”

-Joseph Campbell



10. Lascia andare le etichette.

Smettila di incollare etichette a cose, persone o situazioni che non comprendi in quanto diverse o strane e prova ad aprire la tua mente, a poco a poco. La mente funziona solo quando è aperta.
“La forma più alta di ignoranza si ha quando rifiuti qualcosa solo perché non la conosci affatto.” Dr. Wayne Dyer



11. Abbandona le tue paure.

La paura è solo un’illusione. Non esiste – è creata da te. Nella tua mente.

Aggiusta l’interno e l’esterno si aggiusterò da sé.



“L’unica cosa che dobbiamo temere, è la paura stessa.” 

Franklin D. Roosevelt



12. Lascia andare le scuse. 

Invitale a fare i bagagli e dì loro che sono licenziate! Non hai più bisogno di loro.
Troppo spesso ci limitiamo a causa delle scuse che produciamo. Invece di crescere e sforzarci di migliorare noi stessi e la nostra vita, restiamo bloccati e mentiamo a noi stessi, usando tutte le scuse possibili e immaginabili…
… scuse che il 99.9% delle volte non sono nemmeno reali.



13. Lascia andare il passato. 

Lo so, lo so. Questo non è facile. Specialmente quando il passato appare molto più sicuro e confortevole del presente, mentre il futuro sembra così spaventoso.

Ma quello che devi sforzarti di pensare è che il momento presente è tutto ciò che hai e che avrai sempre.

Il passato che tanto desideri – quel passato che adesso continui a sognare – è stato da te ignorato quando era presente. Smettila di ingannarti.

Sii presente in ogni singolo momento della tua vita. Dopo tutto la vita è un viaggio non una destinazione.

Abbi una visione chiara del futuro, sii pronto, ma sii anche sempre presente nel momento che stai vivendo.



14.  Lascia andare l’attaccamento.

Questo concetto è uno dei più difficile da afferrare per la maggior parte di noi, e devo ammettere che lo è stato anche per me (lo è ancora, per la verità).

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Ma comprenderlo non è impossibile. Migliorerai gradualmente con il tempo e la pratica. Il momento in cui ti separi da tutte le cose, diventi così sereno, così tollerante, così gentile e così tranquillo. 
Il che non significa che smetti di amarle, perché amore e attaccamento non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro.

L’attaccamento nasce dalla paura, mentre l’amore…bè il vero amore è puro, gentile, e generoso; dove c’è amore non può esserci paura e alla luce di questo, amore e paura non possono coesistere.
Raggiungerai un luogo da dove sarai in grado di comprendere tutto senza nemmeno provarci. Uno stadio che va ben oltre le parole.



15. Smettila di vivere una vita all’altezza delle aspettative degli altri.

Troppe persone vivono una vita che non appartiene loro. Vivono la propria vita sulla base di cosa gli altri pensano sia meglio per loro. Ignorano la loro voce interiore. Sono così occupati ad accontentare tutti che perdono controllo sulle loro stesse vite.

Dimenticano che cosa li rende felici, di che cosa hanno bisogno ed eventualmente.. di sé stessi.

Ricorda che hai una sola vita da vivere: quella che stai vivendo in questo momento.


Fonte: web

martedì 9 maggio 2017

Allarme riso di plastica! Ecco come distinguerlo da quello vero.

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L'ennesima frode alimentare, pericolosa e tossica per la salute dell'uomo arriva dalla Cina, dove, non si sa bene perché, hanno deciso di inventare un riso fatto con la plastica pronto ad ingannare gli ignari consumatori.

I chicchi di riso in plastica sono costituiti da amido di patate miscelato a tossiche resine industriali. Riconoscerlo senza l’utilizzo di strumenti professionali può essere difficile, ma queste osservazioni ne facilitano il riconoscimento:



- I chicchi di plastica sono bianchi ed opachi, non leggermente trasparenti come i chicchi di riso "vero". 


- Il colore bianco rimane della stessa intensità anche dopo la cottura!


- Una volta cotto il chicco di riso di plastica risulta essere appiccicoso a causa dell’amido di patate, molto più addensante dell’amido di riso. 


- Emanano un odore tipico di plastica e a cottura ultimata è molto simile a quello di una combustione. 


Test dell'acqua: Versate un cucchiaio di riso crudo in un bicchiere di acqua fredda e mescolate energicamente. Se il riso rimane sul fondo, non ci sono problemi, se invece i chicchi galleggiano in superficie, fate attenzione!


Test del fuoco: Provate a dare fuoco a un poco di riso con un fiammifero o un accendino. Se inizia a bruciare immediatamente e ha l'odore di plastica, sapete cosa fare: non mangiatelo! 


Ricordiamo che la Cina resta il maggior produttore mondiale di riso. Sono più di 200 milioni le tonnellate per anno, e una buona parte viene esportata in tutto il mondo.





Video:




domenica 7 maggio 2017

Abbiamo 86 miliardi di neuroni e non li usiamo - E’ in atto una regressione antropologica e biologica?




di Gianni Lannes

E’ in atto una regressione antropologica e biologica? 
Abbiamo 86 miliardi di neuroni e non li usiamo. E facciamo a meno anche del cuore nel tempo della disumanità. Già, passione, compassione e comprensione. Invece di compulsare un telefono possiamo riflettere, ma soprattutto amare. 

In questi tempi contrassegnati dall’eccesso di vuota comunicazione, l’umanità si sta avviando verso la solitudine assoluta, rappresentata da uno schermo di computer o di cellulare. Mi indigna vedere tanti giovani lobotomizzati dai telefonini. Una società che non pensa più e non vede il prossimo non ha futuro.


Che bellezza: il piacere di pensare e non seguire meccanicamente le pulsioni. Vediamo che produce la nostra immaginazione, quali pensieri fluiscono basati sulla realtà, sulla contemplazione della natura e sulla dignità dell’esistenza. Scrivere e raccogliere i propri pensieri è una terapia gioiosa partecipata agli altri. I pensieri sono come i fiori, tanti e di diversi colori.

Si dice partire è un po’ morire. 
Il viaggio è una condizione simbolica dentro cui ognuno di noi transita. Anche se breve, coinvolge chiunque a un livello profondo, perché comporta sempre un distacco o un ritorno. La stazione dove passano e si fermano i treni è un’evidente metafora; e la sala d’attesa è la vita prima della fine.

Immaginate di fare un viaggio di giorni e di sbarcare sfiniti in terra straniera e sconosciuta. Immaginate di non conoscere anima viva e dover sopravvivere anche solo per istinto. Ora immaginate che a dover affrontare questa odissea sia un bambino, come quei tanti che poi spariscono a migliaia dalle strutture “di accoglienza” tricolore per alimentare il mercato criminale degli organi umani espiantati e degli abusi sessuali.   


Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/05/gli-umani-pensano-sempre-meno.html#more

venerdì 5 maggio 2017

Regredire per progredire - La vita tribale ci salverà!

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“Se fate notare che gli alveari funzionano bene per le api, o che i branchi funzionano bene per i babbuini e per i lupi, nessuno ci trova nulla da ridire. 

Ma se fate notare che la vita tribale funziona bene per gli umani, non sorprendetevi di venire attaccati con ferocia quasi isterica. 

Gli attaccanti non criticheranno mai ciò che avete detto, ma piuttosto cose che hanno immaginato che abbiate detto, per esempio che la vita tribale è “perfetta”, o “idilliaca”, o “nobile”, o semplicemente “meravigliosa”. Non importa che voi non abbiate detto nessuna di queste cose, si indigneranno come se lo aveste fatto.


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La vita tribale in realtà non è perfetta, idilliaca, nobile o meravigliosa, ma ovunque sia trovata intatta funziona bene – bene quanto i modi di vivere di lucertole, procioni, oche o scarabei – con il risultato che i membri della tribù non sono generalmente furiosi, ribelli, disperati, stressati e quasi psicopatici, dilaniati da crimine, odio e violenza. (…) La vita tribale non trasforma le persone in santi; permette a individui ordinari di vivere insieme con uno stress minimo anno dopo anno, generazione dopo generazione.”  


“I Pirahà ridono quasi di tutto. Ridono delle loro stesse disgrazie: quando la capanna di qualcuno crolla durante una tempesta, gli occupanti ridono più forte di tutti. Ridono quando prendono un sacco di pesci. Ridono quando non ne prendono nessuno. Ridono quando sono sazi e ridono quando hanno fame. 



(…) Non sono mai esigenti o bruschi. 
Immagine correlataFin dalla mia prima sera tra loro sono stato impressionato dalla loro pazienza, dalla loro allegria e dalla loro gentilezza. Questa loro allegria pervasiva è difficile da spiegare, anche se io credo che i Pirahà siano così fiduciosi e sicuri della loro abilità a gestire tutto quello che il loro ambiente gli pone di fronte che riescono a godersi tutto quello che gli capita. E non certo perché la loro vita sia facile, ma perché si sentono sempre all’altezza di ogni situazione. (…) 

Così possono permettersi di vivere alla giornata, eliminando enormi fonti di ansia, preoccupazione e disperazione che assillano noi occidentali.

C’è un’interessante modo alternativo di vedere queste cose. 
Forse è la presenza di queste preoccupazioni a rendere una cultura più primitiva, e la loro assenza che rende una cultura più sofisticata. 

E’ più sofisticato guardare all’universo con preoccupazione, come un rompicapo da risolvere prima che ci uccida, o godersi la vita come viene, in totale sintonia?”

 (Daniel Everett, Don’t Sleep, There are Snakes)




"Erano capaci di grandi imprese di resistenza e fatica fisica – 
ma solo se strettamente necessarie

Altrimenti i loro passatempi favoriti erano dormire, chiacchierare e fare musica. E amavano ridere. 

Tutti quelli che hanno incontrato i Pigmei hanno notato il loro senso dell’umorismo. C’era un evidente carattere anarchico nella loro società; quando cooperavano lo facevano per scelta. 





Chiunque non aveva voglia di andare a caccia, 
ad esempio, se ne stava a casa. 



(Non come noi obbligati dalla società e dalle istituzioni a frequentare "scuole dell'obbligo", il nome è già tutto un programma...e a trovarci un lavoro "fisso" che diventi la nostra ombra a vita.)


Risultati immagini per Bayaka
La loro tolleranza per il comportamento individuale andava contro tutto quello che credevo fossero le basi di una comunità organizzata. Non c’era bisogno dell’ambizione; in realtà l’ambizione era usata solo come mezzo per provocare il riso. 


La loro unica forma di pressione sociale, se si può chiamare così, era la derisione, che era estremamente efficace. 

Uomini e donne avevano ruoli distinti, ma la società era essenzialmente egualitaria


E quanto alla raccolta, era puro piacere. 
Le donne andavano a zonzo per la foresta come in un enorme supermercato – solo che tutto era gratis!

E ogni giornata di caccia era piena di piccole avventure, eccitazione, momenti di idillica contemplazione o di risate. 
Non ce n’erano mai due uguali. (…) 

Risultati immagini per BayakaMi resi conto che quello che mi sarebbe mancato di più era la compagnia dei Bayaka. Nei mesi passati ad Amopolo ero arrivato a considerarli il popolo più equilibrato del mondo. 

La loro imperterrita concentrazione a godersi ogni momento così come viene, senza preoccuparsi delle conseguenze, li rendeva liberi da ogni nevrosi. Per me erano un esempio di come il pieno potenziale dell’individuo possa realizzarsi senza i complessi vincoli imposti dalla civiltà moderna. All’inizio avevo trovato molte delle loro preoccupazioni meschine e banali. 

Ora, al contrario, erano le astruse macchinazioni del mondo a cui stavo per tornare a sembrarmi superficiali e insensate.”  

(Louis Sarno, Song from the Forest)




Cosa abbiamo compreso da queste righe?



Che la felicità non è mai data da una vita individuale come la nostra, dove si accumula e si accumulano oggetti, soldi, lodi per tutta la nostra vita senza mai sentirci davvero felici e spensierati.

Noi abbiamo case spettacolari, supermercati, cibo pronto, piscine artificiali, un sacco di tecnologia, ma la verità è che ci sentiamo sempre più soli e isolati dal mondo, abbiamo perso il cuore, non sappiamo più ascoltare ne sentire, solo volere, pretendere, senza mai voler dare.

La vita tribale è al contrario della nostra, la terra è Madre Natura, la tribù la tiene solo in prestito, non ci sono proprietà private, tasse da pagare, recinti e muri che dividono i singoli pezzi.

Il sesso è libero, l'amore è libero, la nudità continua allontana dalle menti umane l'idea di pornografia. Ci si lava al fiume, si raccolgono frutti senza coltivarli, si accendono fuochi in comune, il lavoro coatto non esiste, si lavora solo quando c'è bisogno, tutto il resto del loro tempo è svago, eterna domenica...

Daniele Reale



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